Quale Ph e Conducibilità Ec Mantenere In Idroponica

Posted On: lug 24, 2016

Categories: Blog Coltivazione Indoor, Blog Coltivazione Idroponica

Ph - Ec(Conducibilità Elettrica)

Come misurare il pH per le nostre coltivazioni, il phmetro e tutti gli altri strumenti di misura.


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Che cos’è il pH?

Il pH è una scala di misura che indica l’acidità o la basicità di una soluzione acquosa. Il valore di riferimento di questa scala è il 7 che indica il valore del pH neutro. Al di sotto di questo valore si parla di soluzione acida, mentre al di sopra del valore 7 si parla di soluzione basica.

La scala del pH parte da 0 e arriva fino a 14. E’ molto importante conoscere i valori del pH delle soluzioni nutritive per le colture, andiamo a vedere insieme il perché.

Il pH nella coltivazione idroponica ed in terra

Perché il valore del ph è cosi importante nella coltivazione? Il motivo è molto semplice: l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle piante cambia a seconda del ph di una soluzione. Questo significa che misurare il ph periodicamente è molto importante per le nostre colture, soprattutto se si tratta di coltivazioni in idroponica.

Se il valore del pH non dovesse essere indicato al tipo di piante che stiamo coltivando, potremmo avere qualche carenza nutritiva e compromettere interamente la coltivazione.

I valori da mantenere cambiano, oltre che dal tipo di pianta che si sta coltivando, anche dal tipo di coltivazione che si sta eseguendo. Nelle coltivazioni in terra, di norma i valori più indicati da mantenere rientrano tra il 6.5 ed il 7, e quindi abbastanza neutri. Per quanto riguarda il pH nella coltivazione idroponica i valori dovrebbero tendere maggiormente verso un pH acido, tra il 5.5 ed il 6.

E’ molto importante mantenere questi valori per non trovarsi di fronte a spiacevoli inconvenienti, in particolare se parliamo di hydro, dove il ph dell’acqua incide maggiormente sui nutrimenti per le colture.

I coltivatori esperti giocano molto con il ph delle soluzioni nutritive, in quando grazie ad esso è possibile spingere le piante all’assimilazione di nutrimenti specifici a seconda della loro fase di crescita.

Per fare un esempio, i coltivatori in idroponica, nella prima fase di crescita delle piante, tendono a mantenere un pH stabile tendente al 6 perché le piante, a questo valore, risultano avere un maggiore assorbimento d’azoto, elemento fondamentale per una buona vegetativa. Successivamente, mantengono un livello più stabile verso il pH 5.5, poiché in questo modo si avrà un migliore assorbimento di potassio, molto importante per la fase di fioritura.

Questo ci fa capire quanto il pH e le piante siano interconnessi, e quanto sia importante mantenere un livello indicato allo sviluppo di esse per avere il massimo del risultato possibile, in idroponica così come in terra.

Come misurare il pH delle nostre soluzioni

Esistono diversi strumenti per misurare il valore del pH della soluzione nutritiva per le piante.

  1. Phmetro, questo strumento è in assoluto il più preciso e permette anche una facile lettura del valore corrente della soluzione. E’ ideale per verificare velocemente il pH in acqua o in sostanze acquose, senza il bisogno del confronto dei colori. Alcuni di questi strumenti eseguono anche altri rilevamenti, come la temperatura della soluzione o la conduzione elettrica (EC). Gli strumenti digitali necessitano di una calibrazione periodica per il giusto funzionamento nella lettura del pH.

  2. Test chimico del pH, facile da utilizzare, permette di verificare il valore della soluzione in modo veloce. Basterà prendere un piccolo campione di prova della nostra soluzione e, tramite l’applicazione di un composto, ci si accorgerà di una variazione di colore che verrà poi confrontato con quelli presenti su una tabella specifica. A seconda del colore finale che prenderà, sapremo il valore della nostra soluzione.

  3. Cartina tornasole o strisce colorimetriche, molto simili allo strumento precedentemente descritto, permettono l’analisi grazie a speciali strisce di carta che dovremmo andare a bagnare nella soluzione che vogliamo analizzare. Il cambiamento di colore della carta indicherà il pH specifico della soluzione e basterà confrontarlo con una tabella speciale per avere il risultato. Questo strumento riesce a monitorare anche valori di pH alcalino molto elevati.

Abbiamo visto quindi i vari strumenti per misurare il pH, tutti disponibili sul nostro sito.

Il misuratore pH più indicato per un utilizzo nel campo della coltivazione è sicuramente un tester digitale, grazie alla sua precisione molto accurata. Eseguire misurazioni periodiche con test chimici è comunque sempre una buona cosa. Questo perchè avere un confronto tra un valore digitale ed un valore chimico che non sbaglia mai, permette di sapere se il nostro strumento chimico funziona ancora bene o se invece ha bisogno di una calibrazione.



Come regolare il valore del pH

I regolatori di pH sono molto importanti per alzare o abbassare il valore della nostra soluzione. Per alzare il valore della soluzione nutritiva delle nostre colture viene impiegato l’idrossido di potassio, mentre per abbassarle viene impiegato acido fosforico.

Nella categoria dedicata sul nostro sito potete trovare diversi prodotti specifici per la regolazione dei valori nelle vostre soluzioni nutritive, senza il rischio di danneggiare le colture con prodotti inadatti alla coltivazione.

Per chi invece desidera provare a modificare i valori con soluzioni alternative, è possibile impiegare del succo di limone (2.4) per abbassare il valore, mentre per alzarle si potrebbe utilizzare dell’acqua ossigenata (6.2).

Potete vedere come effettuare al meglio una regolazione scaricando la nostra guida illustrativa.

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Come misurare il ph del terreno

Conoscere il valore del pH è importante anche quando parliamo di coltivazione in terra. Le piante di norma prediligono un terreno con pH neutro, infatti la maggior parte dei terreni coltivati ed i terricci universali possiedono ph neutro.

Per eseguire una misurazione del pH del terreno abbiamo due possibilità: la prima si basa sull’eseguire un analisi tramite i mezzi descritti precedentemente, mentre la seconda possibilità è quella di utilizzare un phmetro digitale specifico per quest’operazione.

Nel primo caso per eseguire questa misurazione dovremmo prelevare un campione di terra dai primi 30 cm di suolo, scartando i primi 3-4 cm superficiali che risultano troppo esposti all’esterno.

Una volta preso il campione di terra andremo ad inserirlo in un contenitore per poi aggiungere dell’acqua distillata, in modo da avere una parte di terra e due di acqua. Mescoliamo bene il composto e lasciamolo riposare. Quando la terra si sarà depositata completamente sul fondo, potremmo effettuare l’analisi con uno dei mezzi descritti precedentemente.

Esistono modelli di misuratori specifici per il terreno, ad esempio il phmetro da terreno, che permette di evitare quest’operazione lunga e complicata, perché svolge la stessa funzione semplicemente infilando una sonda nel suolo.

Come controllare la conducibilità elettrica in Idroponica?

La conducibilità elettrica (EC) misura gli ioni con carica elettrica sciolti nella nostra sostanza nutritiva. La misurazione può essere effettuata tramite un Ec tester e può essere espressa tramite diverse scale di misurazione:

  • siemens per centimetro (s/cm),

  • millisimens per centimetro (ms/cm)

  • microsimens per centimetro (µS/cm)

Per facilitare la lettura, spesso queste misurazioni sono espresse in TDS (total disolved solids) che viene indicata in ppm (parts per millions) dagli strumenti di misurazione.

ec tester per controllare conducibilità nella coltivazione indoor

La conducibilità elettrica nelle sostanze nutritive ci indica la quantità di fertilizzanti sciolta in acqua, pertanto all’interno dell’impianto idroponico risulta essere un dato di fondamentale importanza da conoscere per la buona riuscita della propria coltivazione.

Per una corretta misurazione è opportuno utilizzare solo acqua osmotica. Il motivo è molto semplice: l’acqua osmotica possiede un valore di EC vicino allo zero. Per questo motivo rappresenta un’ottima base di partenza per creare le soluzioni nutritive.

Se utilizziamo un diverso tipo di acqua, per esempio acqua di rubinetto, il valore misurato non sarà vicino allo zero. Di conseguenza, non sapremo con esattezza il quantitativo di fertilizzanti disciolti in acqua, e ciò potrebbe creare delle carenze o una sovra-fertilizzazione delle colture.

Quindi, per avere il massimo della produzione grazie ad un buon controllo sul nostro sistema idroponico, è consigliabile sfruttare solo acqua osmotica.

Di seguito si riportano i valori di EC da mantenere durante le diverse fasi di sviluppo delle piante, a prescindere dal tipo di coltivazione che state praticando:

  • Talee, semenziali: 0.4 - 0.6

  • Piante giovani e fase vegetativa:1.2 - 1.5

  • Fioritura e maturazione: 1.5 - 2.2


Se si andasse a misurare l’EC dell’acqua e venisse notato un valore troppo elevato, si dovrebbe procedere con l’aggiunta di acqua osmotica alla sostanza nutritiva in modo da renderla meno concentrata. Al contrario, se si notassero valori troppo bassi si dovrebbero aggiungere dei nutrimenti per non rischiarne la carenza.

Misurazione EC e TDS

Lettura StrumentoEC-conducibilitàms/cmµS/cmTDS
1 EC1ms/cm1000µS/cm500PPM

Per convertire il valore EC(µS/cm) in TDS(ppm):

Moltiplicare EC(µS/cm) x 1000 e dividere 2 = TDS(ppm)

 
Per convertire il valore TDS(ppm) in EC(µS/cm):

Moltiplicare TDS(ppm) x 2 e dividere 1000 = EC(µS/cm)

freccia guida phmetro

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