Guida alla Tecnica di Propagazione e alla riproduzione per Talea

Posted On: giu 11, 2016

Categories: Blog Coltivazione Indoor, Blog Giardinaggio

La Talea

Riprodurre una pianta tramite talea

La tecnica della propagazione per talea (o barbatella) è molto utilizzata al giorno d’oggi nel campo delle coltivazioni e nel giardinaggio, soprattutto nelle coltivazioni fuori suolo. Le talee non sono altro che parti vegetali provenienti da piante adulte che andranno a formare nuove piante identiche alla pianta madre a cui appartengono.


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La propagazione per talea è molto frequente, data la sua facilità di riproduzione per la maggior parte delle specie di piante. Per altre specie invece, è richiesta una maggior esperienze e diverse capacità tecniche per metterla in pratica a dovere.

Il taglio necessario per fare una talea stimola la rigenerazione delle parti mancanti vegetative (foglie,radici, ecc), permettendo lo sviluppo di un nuovo esemplare di pianta che, in realtà, altro non è che il clone della pianta precedentemente tagliata, e possiederà infatti lo stesso suo DNA. La rigenerazione è possibile grazie ai tessuti indifferenziati (meristemi) presenti in diverse parti della pianta come radici, rami, foglie e fusti.

Per fare talee non è richiesta una grande esperienza,basterà solo seguire qualche semplice passo che verrà esposto di seguito.

Metodi e periodi per la propagazione per talea

Nel taleggio possono essere impiegate diverse parti della pianta. Le parti più comuni sono:

  • Rami e fusti: possono essere erbacei, semi-legnosi o legnosi, l’importante è che sia presente almeno un nodo di fogliare. Queste parti, una volta esportate e messe a dimora nel terreno, sono in grado di riprodurre nuove foglie e radici. Tecnica molto comune per la propagazione di gerani o rose.

  • Radici: In questo caso basterà distaccare ed interrare una parte di radici esterne della pianta per dare vita ad un altro esemplare. Le radici grosse e carnose sono le più indicate.

  • Foglie: in alcune specie di piante è possibile ottenere la talea da una semplice foglia. Per esempio la lattuga viene clonata molto facilmente in questo modo. Vi sono altre specie di piante in grado di riprodurre più di una piantina per foglia.

Le diverse tecniche di moltiplicazione per talea variano da specie a specie. Per fare un esempio, in alcuni casi basta staccare un rametto e metterlo a dimora per generare un nuovo esemplare, come nel caso dei gerani. In altri casi invece è ancora più semplice, come in alcune specie di succulente, dove una piccola parte di fusto staccato, se immerso in acqua o semplicemente appoggiato su una superficie, creerà nuove radici in breve tempo.

Altre specie di piante un po' più complesse da clonare invece necessitano di una stimolazione ormonale per la produzione di nuove radici, altre ancora richiedono condizioni particolari del terreno e del clima. Prima di eseguire una qualsiasi clonazione è bene informarsi sul tipo di pianta che si desidera operare.

Nel primo caso è importante sottolineare l’importanza del taglio per le talee. Di norma il taglio dei rami o dei fusti più bassi viene eseguito perpendicolare al ramo, mentre se desideriamo una talea apicale, in questo caso il taglio viene eseguito a 45° gradi.

Il taglio a questa gradazione, permette una maggiore superficie di contatto tra fusto ed il terreno. Questo fattore è molto importante, perché più superficie viene esposta al contatto, maggiore sarà la possibilità di formazione delle radici.

Nella guida illustrata verrà mostrato come eseguire al meglio questi tagli particolari.

Quando prelevare la talea?

Per eseguire al meglio la tecnica della propagazione, è bene conoscere alcune nozioni da non trascurare. Nelle regioni temperate, il periodo migliore dell’anno per le piante erbacee e semi-legnose è la primavera, mentre per le piante legnose si consiglia l’autunno. Bisogna eseguire tutte le operazioni nel periodo periodo migliore dell’anno (se operiamo outdoor) altrimenti potrebbe sorgere il rischio di non ottenere i risultati sperati.

Per effettuare le incisioni è opportuno usare appositi strumenti da taglio, ben affilati e soprattutto sterilizzati, per evitare infezioni alla pianta e la divulgazione di malattie. Infatti è buona norma anche sterilizzare tra un taglio e l’altro, in modo da evitare contagi tra le piante.

Altra cosa molto importante, il taglio deve essere netto, senza lasciare sfrangiature. Per questo motivo si consiglia sempre l'utilizzo di un paio di forbici ben affilate.

Nel caso della propagazione da rami o fusti, si prediligono sempre le parti giovani e sane, che presentano ancora una grande vitalità dei tessuti. La pianta madre deve essere adulta ed in buona salute, oltre che possedere anche un buono sviluppo vegetativo.

Quanto deve essere lunga la talea?

In genere per garantire un buono sviluppo della talea bisogna mantenere su di essa 3 - 4 internodi. Allo stesso tempo, il taglio di norma deve essere effettuato sotto ad un altro internodo, cioè dove la foglia è unita al fusto. La lunghezza della porzione prelevata nel caso di queste talee di rami ancora non lignificati, è di solito tra i 5 ed i 15 cm. E’ importante mantenere solo gli internodi delle foglie apicali, eliminando tutte le altre.

In alcuni casi è possibile anche tagliare le foglie della talea dimezzando la loro superficie, per evitare eccessive traspirazioni e perdite d’acqua.

I rami apicali delle piante sono le parti consigliate per prelevare i campioni da clonare in seguito.

Nel caso di rami già lignificati, per esempio una talea di fico, si prendono porzioni maggiori, che vanno dai 20 ai 25 cm di lunghezza. E' necessario rimuovere completamente il fogliame presente sul campione. In genere per questo tipo di cloni si prediligono i rami più bassi delle piante.

Quale substrato usare per la talea?

Non è facile consigliare un substrato preciso proprio perché ogni specie ha esigenze diverse. Possiamo dire che al terriccio comunemente utilizzato andranno aggiunte diverse componenti per migliorarne le caratteristiche, rendendolo più leggero, più poroso e ben drenante. Allo stesso tempo però si dovrà fare in modo che riesca a trattenere l’umidità.

  • Sabbia, argilla espansa, ghiaia, pomice o altri materiali porosi, sono utili per aumentare la capacità di drenaggio del terriccio

  • Carbonato di calcio, per portare il il valore del pH del terriccio ad un valore più neutrale, che si presta alla maggior parte delle piante.

  • Torba e humus, per aumentare la fertilità del terriccio.

La scelta del substrato è personale, possiamo dire però che per un facile controllo ed una facile collocazione delle piantine è possibile utilizzare i mezzi comunemente impiegati per la germinazione.

I dischetti Jiffy ed i cubi di roccia Rockwool sono perfetti per ospitare la radicazione di una talea. Se invece si desidera utilizzare del terreno, sarà possibile farlo, ma ci si dovrà assicurare di sterilizzare i vasi a dovere prima dell’operazione.

Quanto tempo impiega la talea a radicare?

Anche qui la risposta non è facile e precisa, i tempi possono variare a seconda della specie, delle caratteristiche climatiche e dal periodo in cui si esegue l’operazione. In genere la formazione di radici inizia a vedersi già dopo una settimana per le specie dotate di una buona capacità rigenerativa, mentre può impiegare anche un mese per specie meno reattive.

Per monitorare la crescita delle radici è sconsigliato testare la resistenza d’attecchimento della pianta andandola a tirare per vedere se resiste. Al contrario, è preferibile utilizzare contenitori trasparenti o semi-trasparenti per metterle a dimora nella prima fase di sviluppo, in modo da avere la possibilità di osservare in tutta comodità la formazione delle radici.

Se invece si utilizzano i Jiffy o i Rockwool si avranno meno problemi, perché sarà facile notare la fuoriuscita delle radici. Per le talee erbacee è possibile piantare in vaso o in campo aperto subito dopo una buona formazione radicale, mentre per le talee legnose è preferibile attendere almeno 2 anni prima del trasferimento alla dimora definitiva.

Umidità e sviluppo delle talee

La disidratazione è il nemico numero del taleggio. Infatti, dato che queste piantine non possiedono ancora un proprio apparato radicale ben formato, è facile che muoiano. Per eseguire al meglio l’operazione è necessario rispettare tre punti fondamentali:

  • Collocare i cloni in luoghi parzialmente ombreggiati

  • Il terreno deve essere sempre umido ma non zuppo, perché altrimenti si rischia di far marcire i nostri piccoli esemplari.

  • L’aria circostante alle future piante deve essere molto umida (90%). Pertanto la scelta più indicata è sempre quella di utilizzare una serra per la germinazione per mantenere le giuste condizioni.

Per mantenere l’umidità elevata, di norma si tende ad irrigare con un nebulizzatore. E' sempre opportuno però effettuare dei ricambi d’aria, per evitare che rimanga viziata.

Vantaggi della riproduzione per talea

Questa tecnica permette una riproduzione asessuale, pertanto non si verifica una ricombinazione genetica, come invece avverrebbe nella riproduzione da seme. Una talea presenterà le stesse identiche caratteristiche della pianta da cui verrà raccolta, compreso il DNA. Questo significa che potremmo già conoscere in partenza le principali caratteristiche della nuova pianta creata, eliminando l’imprevidibilità della riproduzione da seme.

Un ulteriore vantaggio si ha nei tempi di sviluppo delle piante. Una pianta da seme impiega lunghi periodi per diventare adulta e sviluppare frutti o fiori. Con la moltiplicazione per talee invece, si ridurranno drasticamente tutti i tempi legati allo sviluppo. Il motivo è molto semplice: una barbatella è già un esemplare maturo o quasi, e non dovrà ripetere tutto lo sviluppo della germinazione e della vegetativa, poiché può essere già spinto direttamente alla fioritura.

Anche in termini numerici, la coltivazione tramite talee si presenta notevolmente vantaggiosa: da una singola pianta madre è possibile ricavare un gran numero di barbatelle, tutte con caratteristiche molto simili tra loro.

Nelle coltivazioni fuori suolo e nelle coltivazioni indoor, l’utilizzo di piante identiche tra loro porta ulteriori vantaggi al coltivatore, facilitando soprattutto il lavoro di controllo periodico delle colture. Avere esemplari di piante tutte alla stessa altezza per esempio, è un grande vantaggio perchè permette una luce uniforme della lampada su ogni esemplare, mentendo uno sviluppo uniforme nella coltivazione.



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